Forte terremoto in Nepal, 1.500 morti.

Crolla torre Unesco a Kathmandu: “200 intrappolati”. Valanga sull’Everest: 18 morti, 2 alpinisti italiani bloccati.

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Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.9 ha colpito il Nepal poco prima del mezzogiorno locale provocando il crollo di molti edifici nella capitale Kathmandu, la morte di almeno 876 persone e oltre 400 feriti. La polizia riferisce di 1.130 morti ma Il Times of India parla di almeno 1.500 vittime accertate. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nelle aree colpite e ha stanziato 500 milioni di rupie (5 milioni di dollari) come fondo di emergenza per gli aiuti. Sui 75 distretti nei quali è suddiviso il Paese, almeno 29 risultano colpiti dal sisma e Kathmandu lancia l’appello alla comunità internazionale affinché fornisca gli aiuti umanitari necessari. L’aeroporto internazionale Tribhuvan della capitale è stato riaperto dopo la chiusura di diverse ore con i voli in arrivo verso la capitale nepalese dirottati verso aeroporti dell’India settentrionale.

Il segretario agli interni indiano L.C Goyal dà notizia anche di 34 vittime in India e decine di feriti, dove i crolli si sono verificati negli stati Bihar, West Bengala (dove sono state sospese le elezioni locali in 12 distretti) e Uttar Pradesh. Almeno altre 2 persone sono morte in Bangladesh dove altre 100 sono rimaste ferite. Dodici le vittime in Tibet. Il sisma ha colpito anche il Pakistan, dove un testimone, residente a Lahore, ha raccontato che dall’ufficio sono state chiaramente percepite le attività sismiche che sono proseguite per diversi secondi.

La scossa, secondo l’istituto sismologico americano Usgs, ha colpito alle 11.56 ora locale (le 8.15 in Italia) a una profondità di 11 kilometri. Una seconda scossa di magnitudo 7.0 si è verificata alle 14.45 ora locale. Tredici in totale le scosse registrate a tre ore dalla prima, secondo il Cnr che a 5050 metri di quota presso il Laboratorio Osservatorio Piramide EvK2CNR ha un sismometro digitale. Il ministro dell’Informazione del Paese, Minedra Rijal, ha confermato i danni. Il sisma è stato avvertito anche in Tibet, dove si sono registrati crolli di abitazioni nella contea di Kyirong e le comunicazioni sono state interrotte tra Cina e Nepal.

Devastato il patrimonio culturale. Unesco: “Addio a cultura irripetibile”
Un grosso colpo per il patrimonio culturale del paese, per cui il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, Giovanni Puglisi, si dice esterrefatto e angosciato. “Viene meno un pezzo di cultura eccezionale e irripetibile. Il Nepal, e Katmandu in particolare – sottolinea – sono l’epicentro di un crocevia che tiene insieme tutta la tradizione religiosa buddista e una parte della tradizione religiosa tibetana che fa capo al Dalai Lama, i cui seguaci sono riusciti a fuggire dal Tibet sotto l’’influenza cinese rifugiandosi appunto in Nepal. La zona che è crollata, e che è patrimonio dell’Unesco, è in sostanza quello che possiamo definire centro storico di Katmandu, un crogiolo di templi e palazzi”. “E’ come se da noi crollasse la Torre di Pisa o il Colosseo – conclude Puglisi – Credo siano danneggiati i templi e anche il palazzo Reale, ma ora è troppo presto per capire la portata generale del disastro”. A Katmandu inoltre ci sono molti templi induisti di legno. Le scosse hanno danneggiato anche la famosa piazza Durbar, nel centro storico della capitale, dove sorgono un palazzo reale e diversi templi e hanno colpito le due città medioevali di Patan e Bhaktapur, siti archeologici e mete frequentate dai turisti.

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